Avremo sempre una speranza,finchè dal nostro osservatorio sulla vita
vedremo almeno un pezzetto di cielo...
ben annaffiato,
la cui acqua non manca mai…
(dal libro del profeta Isaia)
(dal libro del profeta Isaia)
Cosa sogni fanciulla
la cara Frufrù : http://frufrupina.blogspot.com/
e la cara Armanda : http://fantasiedelizienonsolo.blogspot.com/
per la magnifica "coppa dell'amicizia"
la cara Armanda anche per questo così tenero
e sempre la cara Armanda
L'invidia è uno dei 7 vizi capitali. E’ la portinaia dell’Ego; lo serve, lo cura, lo vizia, lo illude e soprattutto gode nel pettegolezzo e dell’altrui disprezzo.
A volte coglie di sorpresa anche gli spiriti più generosi, ma è spesso l’effetto collaterale di vuoti profondi, di infanzie trascurate, di insicurezze radicate, di affetti mancati
Esistono due tipi di invidia : quella buona (ammirativa/emulativa)e quella cattiva (ostile/depressiva)
L'invidia 'buona' èun desiderio profondo di arrivare allo stesso livello dell'altro, anziché abbandonarsi allo scoramento o alla maldicenza e alla denigrazione di chi è più fortunato.
E' dunque uno stimolo, una motivazione verso l'automiglioramento: colmando le proprie lacune e valorizzando i propri punti di forza, si cerca di somigliare sempre di più al modello vincente rappresentato dall'altro.
L'invidia 'cattiva' non prevede e non auspica null'altro che il male, la sfortuna e la definitiva sconfitta dell'odiato rivale.
L'invidioso "cattivo" ha il 'vizio' di svalutare le persone che percepisce come 'migliori' di sé e spesso non si limita al pensiero o alle fantasticherie di tipo aggressivo e distruttivo, ma cerca di danneggiare oggettivamente l'invidiato, ostacolandolo in ogni suo progetto o iniziativa.
Egli infatti è 'colpevole', agli occhi dell'invidioso, per essere apprezzato e stimato dalla società più del dovuto, e comunque più di quello che l'invidioso desidererebbe, anche in confronto a sé stesso.
Provare invidia è come sentire dolore fisico. Quell'emozione meschina e negativa che ci spinge a desiderare il male per gli altri e a sminuirli per non ammettere che sono migliori di noi è l'equivalente della slogatura di una caviglia o della bruciatura di un dito.
Per il nostro cervello le due cose non sono affatto diverse: a rivelarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Science e condotto dall'equipe di Hidehiko Takahashi dell'Istituto Nazionale di Scienze Radiologiche di Inage-ku, in Giappone.
La prova è arrivata dalla risonanza magnetica. Il team di Takahashi ha "fotografato" il cervello di 19 uomini e donne e analizzato a livello neuronale le reazioni all'invidia e alla "Schadenfreude", che in tedesco indica proprio il piacere che deriva dalle sventure degli altri.
Il risultato nel primo caso (invidia) è stato un aumento dell'attività nella corteccia cingolata anteriore dorsale, la stessa area che "si accende" quando ci si fa del male fisico.
Nel secondo caso (godere delle sventure altrui) a essere più attivo è lo striato ventrale, che si associa all'appagamento. E' il tipo di benessere che il corpo sperimenta dopo aver mangiato cioccolato, aver fatto sport o sesso oppure aver assunto droghe.
La scoperta mostra per la prima volta che il cervello elabora nello stesso modo il vissuto sociale e le sensazioni fisiche, siano esse di dolore o di piacere. "L'invidia è una terribile fonte di infelicità per moltissima gente", diceva il filosofo e matematico gallese Bertrand Russell.
Ora sappiamo che, in questo caso, l'infelicità non è una astratta sofferenza dell'anima, ma un dolore concreto e pungente.
Anche gli dei, secondo Erodoto, erano invidiosi degli esseri umani quando questi erano in possesso di una felicità della quale erano orgogliosi. Nell'antichità (un esempio per tutti) i cinesi, per non far scattare l’invidia degli dei, quando il raccolto era abbondante gridavano: “Miseria, miseria” e vestivano i neonati maschi da feminuccia....(!!!!)
Finalmente la pioggia
La pioggia....
Che caldo....che afa....
ed ecco un vento caldo
mischiarle, arringarle severo
il vento rinfrescato trascina
e tutto si disseta,
ascolto la natura che mi avvolge
"L'amico è la cometa che guida
Dopo il maltempo dei giorni scorsi, con bufere, nubifragi, freddo e trombe d'aria, finalmente splendide giornate con aria limpida e cristallina e un sole che ci scalda molto piacevolmente!
Ieri è stata la giornata ideale per una bella pedalata in compagnia nel parco della Villa Reale di Monza, un'ampia area verde situata in prossimità della città.
Con una superficie di 688 ettari e un perimetro di circa 14 km, è il terzo parco recintato più grande d'Europa, dopo il Richmond Park di Londra e il Phoenix Park di Dublino, ed il maggiore tra quelli recintati da mura.
Siamo partiti poco dopo le 9 e ci siamo incontrati con amici ad una porticina nelle mura del parco.
Di solito, essendo l'unica femminuccia del gruppo, sto davanti a tutti e, pedalando di buona lena, impedisco che il gruppo si fermi ogni cento metri con ogni scusa possibile,
però ieri ero pigra, li ho lasciati andare avanti e ho pedalato senza fretta.
Nel parco non c'era, fortunatamente, la gran folla dei giorni festivi forse a causa delle numerose partenze quindi ci si poteva rilassare.
Ascoltando la mia musica preferita mi estraniavo ammirando la luce del sole che, passando attraverso il fogliame delle piante,
Il nostro giro proseguiva costeggiando un tratto del fiume Lambro con una allegra cascatella sonante,
una fattoria piena di animali che pascolavano sereni in ampi spazi verdi e soleggiati brucando la tenera e fresca erbetta
coccolati dai bimbi che, affascinati, allungavano le loro braccine oltre lo steccato per poterli accrezzare.
Abbiamo poi pedalato attorno al grazioso laghetto con tante anatre che si rincorrevano giocose
e con cigni e carpe che ci ignoravano nuotando elegantemente.
Si respirava a tratti il buon profumo della terra ancora umida per le recenti piogge
ed in quei tratti di sentiero, anche sulla pelle era più marcato il fresco dell'ombra.
Abbiamo fatto una piccola sosta vicino ai Mulini Asciutti, ormai in disuso,
poi ci siamo diretti alla bella villa Mirabello, dove si trovavano le antiche scuderie reali, ora trasformate in ampio salone e la piccola cappella privata dove mi sono sposata.
Purtroppo però nella chiesina non si può più entrare perchè tutto il complesso ora è sede dei Carabinieri a cavallo del Parco.